E’ un bar che è passato da generazione in generazione, così passata l’era del cavaliere che ha segnato l’inizio, oggi il figlio, Peppino.
Personaggio alquanto estroso, non a caso un giorno con la sua valigia si incamminò alla volta di Cinecittà, ma arrivato alla fontana del paese si rese conto che abbandonare questo paradiso per fare l’attore non era alla fine qualcosa di così speciale e restò.
Era il 1975 che sposò la moglie Rosa, ed insieme apportarono le modifiche strutturali che ancora oggi si mantengono. Il grande cambiamento avvenne dentro il bar……il periodo era particolarmente felice e fecondo e c’era solo un simbolo che poteva rappresentare il tutto, il fallo che volgarmente nella nostra terra prende un’altro nome: la Minchia. L’idea del fallo ha sicuramente suscitato inizialmente grande sgomento specialmente per il parroco, ma in realtà è un simbolo per nulla volgare che si rifà alla cultura dei Greci, antichi colonizzatori di questa terra. E’ il dio Priapo che ha rappresentato nell’antica Grecia la fecondità, la libertà, la fortuna, la vita e la bellezza.
Per altro il nudo maschile non era affatto uno scandalo per la cultura del luogo, tant’è che nel 1839, a Taormina per regolamentare questa condizione di libertà, fu emanato un provvedimento in cui vietava di lavarsi a corpo nudo lungo la spiaggia.
Sono i tempi del famoso barone tedesco W. Von Gloden che, con la sua fotografia del mandorlo, della poesia e delle nudità inviò al mondo un messaggio chiarissimo: la libertà assoluta.
Questi ideali, che da sempre aleggiano nell’aria di questa terra calda e arida, trovano una collocazione ben definita in questo bar, che insieme agli altri elementi coreografici, come i carretti siciliani, pupi, chiavi di carretto ecc…… cerca di sintetizzare parte della cultura siciliana. Il fallo è per altro un simbolo che ha rappresentato nell’antichità l’antidoto contro il malocchio, di cui non si può negare di certo la sua efficacia. Oggi questo luogo continua a portare avanti ciò che la storia ha lasciato, senza tralasciare le esigenza del presente.
Il forestiero ha la possibilità, oltre che ammirare il bar con i suoi cimeli e sorseggiare il vino alla mandorla, può comodamente gustare alcuni piatti tipici accompagnati
dal buon vino della contrada di Luppineria.
Bar Turrisi è parte di ciò che abbiamo tentato di spiegare, dal cavaliere al figlio e ai nipoti, una tradizione ricca di eventi e di enfasi che di sicuro merita di essere conosciuta.